vajo dei colori

Ci vuole in po’ di pazienza, un briciolo di fortuna, i compagni giusti e soprattutto avere il giorno libero nel momento in cui le condizioni sono ottimali. Una sorta di congiuntura astrale, ma sabato scorso è andata proprio così.

Lasciato il rifugio alle mie spalle incrocio tre sciatori che stanno scendendo, ci scambiamo due battute e mi confermano che il vajo è in ottime condizioni. Infervorato dalla buona notizia e con il bisogno di lasciare il fin troppo assolato pendio, accelero ed inizio i zig zag sull’impluvio. Guido e Alessio mi seguono a ruota ed in breve siamo alla strozzatura. Nonostante sia innevata siamo costretti a togliere gli sci, sfruttando la traccia dei nostri predecessori arriviamo all’intersezione con il canalino (ora alla nostra dx), possibile deviazione di discesa per evitare le rocce. Ora il pendio si apre, ha un’inclinazione omogenea e ci permette inversioni regolari, togliamo gli sci solo per fare gli ultimi metri prima della bocchetta e raggiungiamo la vetta. Le nuvole in lontananza si stanno addensando ma il panorama sul Carega e sul Pasubio è un grande regalo.

La discesa è piacere puro, neve ottima fino alla strozzatura un po meno polverosa sotto e quasi firn nell’impluvio.

Località di partenza: Rifugio Piccole Dolomiti alla Guardia Campogrosso (q. 1136 m), si segue la strada (con condizioni ottimali di innevamento è chiusa alle auto, ma normalmente è battuta) fino al Rifugio Campogrosso (q. 1448 m) eventualmente tagliando qualche tornante.

Punti di appoggio: Rifugio Campogrosso (q. 1448 m)
Versante di salita: N-NE
Dislivello di salita: circa 1150 m
Tempo di salita: 3,5 h
Difficoltà: sect. 45° , 40°/200
Ski: 4.1
Alp: PD
Exp: 2

Il Vajo dell’Acqua è il canale più diretto che scende dalla cima del Monte Zevola, la più alta della catena Tre Croci. Dalla sommità può regale un fantastico panorama sulla Lessinia, il Baldo, il Carega, l’Altopiano di Asiago, le Pale di San Martino e se si è fortunati, anche la Laguna. Il nome del vajo si riferisce alla presenza di una sorgente alla base dello stesso, nel tempo ha assunto diverse denominazioni come Vajo Battisti o Vajo Bianco, toponimi tuttora in disuso.

Accesso:
Dal casello autostradale di Montecchio (A4) seguire indicazioni per Recoaro Terme. Arrivati in paese seguire quelle per il rifugio Campogrosso.

Salita:
Superato il rifugio Campogrosso si continua per la strada fino all’omonimo passo e si prende la strada, in leggera discesa, a sx. Giunti a quota 1378 m. si inizia a salire il pendio in direzione SW (circa come il sentiero 157A). Arrivati a circa 1600 m. si punta verso NW e si raggiunge la Sella dei Cotorni 1687 m.. Adesso bisogna scendere fino a 1552 m.   (. per seguire i continua a seguire la strada (con condizioni ottimali di innevamento è chiusa alle auto) e alle cisterne dell’acqua si segue la traccia che a sx conduce nel bosco e poi fino al Rifugio. Da questo si prende la strada militare (sentiero n° 120) e dopo pochi minuti ci si trova in corrispondenza dell´impluvio. Il vajo all’inizio è molto ampio e si restringe gradualmente aumentando la pendenza, a quota 1580 m si trova una strozzatura dopo la quale il canale riprende la pendenza originaria. Seguendolo si esce a Bocchetta Zevola 1965 m (attenzione alle cornici nevose) dove a sx si ha la cima Zevola Bassa (croce metallica), mentre a destra la cima principale del Monte Zevola.

Discesa:
Per l’itinerario di salita con possibilità di scegliere se affrontare la strozzatura o prendere il canalino a sx (orografica), rendendo la discesa più omogenea.

Materiale: normale da scialpinismo, pala, artva, sonda, casco, piccozza e ramponi.

Info utili: La salita è stata effettuata con condizioni ottimali e ad esse si riferiscono le difficoltà indicate; queste possono cambiare notevolmente a seconda dell’andamento nivometereologico stagionale.