04.07.15

Monte Bianco, un Viaggio di emozioni

Voler salire un 4000 per il proprio addio al celibato è un’idea alquanto originale, salire il M. Bianco due giorni dopo il Gran Paradiso è assai improbabile soprattutto se non hai mai superato i 2500 m di quota; ma se hai l’alta pressione favorevole ed un gruppo di instancabili amici (e un po’ fuori di testa) le cose possono pure allinearsi ed il progetto si può realizzare.

Salgo il Col du Maudit e recupero Marco e Giuliano. Sono le 6 ed il sole ha già illuminato il cielo, la luna è ancora alta e sta vicina alla vetta regalandomi un’immagine unica. L’emozione sale forte, non ha un nome ne un perché più reale di un altro, c’è, mi pervade e attraversa la mia pelle. I ragazzi arrivano e a stento nascondo il mio sentire, continuiamo con un traverso esposto, mi concentro sui miei passi e sulla loro sicurezza, lo sguardo continua a tornare alla cima ormai vicina. Scendiamo al Col della Brenva e ci riuniamo all’altra cordata, la vetta ci attende, ancora qualche piccolo sforzo. Bravi Ragazzi!

GIULIANO: Prima di questa esperienza mai avevo affrontato un 4000, e quale occasione migliore se non quella del mio addio al celibato per il quale ne abbiamo affrontati ben 2: il Gran Paradiso e il Monte Bianco. Non starò qui a raccontarvi per filo e per segno quale percorso ho affrontato con i miei compagni di viaggio (tra cui Andrea con cui ormai siamo quasi di famiglia), perché ognuno deve vivere il proprio viaggio a modo suo; ma quello che voglio raccontarvi sono le sensazioni che si provano durante un’ ascesa e una discesa del genere: sarei un bugiardo se dicessi che è una è passeggiata, no non lo è ma è proprio questo che vi porterà a toccare il cielo. Dopo tanta fatica, e tanto soffrire raggiungere la vetta vi farà uscire lacrime di gioia. Il riuscire a dominare i muscoli, il respiro, vi faranno sentire più vivi che mai, e vi faranno capire cosa vuol dire veramente la montagna. “La montagna è una maestra muta che crea discepoli silenziosi“, forse solo cosi si può riassumere in minima parte la sua essenza, un essenza meravigliosa che una volta sfiorata non ti lascerà piu e ti spingerà sempre più in alto, al limite delle proprie possibilità, ma in fondo è proprio questo il bello no ?!?!

PIETRO: Monte Bianco, 4810 mt. Che dire… la cosa più bella è lasciare sul tetto d’Europa lacrime, lacrime di gioia negli ultimi 50 metri. La cima è sempre li, ma sembra si allontani ogni passo che fai. Arrivi in cima e non senti più la stanchezza, ti abbracci con il gruppo, ammiri ogni singola persona che sia arrivata fin li, perché loro non sono forti, non serve a nulla essere muscolosi, bisogna avere cuore fegato e polmoni, cuore per dire di arrivare anche in ginocchio pur di toccare la cima.

Ringrazio questo fantastico gruppo: Andrea, quasi guida con tanta voglia di stare nel gruppo e aiutare! Ferruccio, guida con umiltà e saggezza! Stefano, un esperto di montagna che non molla un passo, che mi ha convinto a salire su in vetta dopo un pomeriggio di difficoltà! E i tre ragazzi marchigiani, che hanno tenuto il morale sempre alle stelle, con un tasso alcolico elevato anche a 4000 mt: Flavio, compagno di cordata e di camerata, un papà dal cuore giovane, che non si arrende mai. Marco, un ragazzo tranquillo, con una grande voglia di stare in compagnia, di raggiungere insieme ai suoi amici questi posti! E infine il futuro sposo, Giuliano, forse traumatizzato di più dal pensiero di sposarsi che raggiungere la vetta.

Questa esperienza non finirà mai, il ricordo rimarrà per sempre acceso in ognuno di noi, alla prossima ragazzi, e grazie ancora di tutto.

Via dei Trois Mont Blanc. La prima ascensione fu compiuta il 13 agosto 1863 da R.W. Head con le guide Julien Grange, Adolphe Orset e Jean-Marie Perrod, dal col du Midi, per la Spalla del Tacul e il col du Mont Maudit, fino alla vetta del Monte Bianco. Dislivello di circa 1600 m con partenza dal rifugio des Cosmiques e ritorno alla funivia dell'Aiguille du Midi. Difficoltà: PD+